The day after, ripercorriamo il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, a Trieste dal 23 al 25 settembre 2026, con le voci dei delegati che, a nome del nostro Ordine, vi hanno partecipato:
“Da questo Congresso porto a casa soprattutto una convinzione: l’ingegneria sta cambiando, ma responsabilità, competenza e capacità di giudizio restano il nostro vero valore.
L’AI e i nuovi strumenti digitali ampliano le possibilità, ma sta a noi ingegneri imparare a governarli, senza perdere il senso del nostro ruolo.”
Giuseppe Costa
“Un Congresso non si misura solo dagli interventi ascoltati, ma dalle domande che ci portiamo a casa.
Questi tre giorni sono stati un’occasione per fermarsi, ascoltare punti di vista diversi e guardare il nostro lavoro da nuove prospettive.
Torno con nuovi stimoli, nuove domande e la voglia di continuare a costruire.”
Ylenia Dal Molin
“Un congresso intenso e stimolante, nel quale temi dei settori industriale e ambientale hanno avuto largo spazio.
Pervasivo e trasversale il confronto sulle opportunità e sulle problematiche della intelligenza artificiale.
Molti interventi esterni di pregio (potrete rinvenirli sulle piattaforme del CNI), imperdibile a mio avviso quello del teologo Vito Mancuso.”
Luca Giorgio
“Tre giorni di confronto che mi hanno ricordato quanto sia importante non smettere di imparare.
BIM, Industria 5.0, IA e innovazione ci mostrano un futuro che è già presente: il ruolo dell’ingegnere sta evolvendo e non possiamo smettere di costruire competenze.
Ma il valore del Congresso è stato anche incontrarsi, creare relazioni e condividere esperienze: fare rete per costruire insieme un’ingegneria italiana sempre più connessa.”
Eleonora Rodofile
“Trieste, città di confine, è stata una cornice significativa per fermarsi dal ritmo quotidiano e guardare la nostra professione da una prospettiva diversa.
Tre giorni per riflettere su nuovi confini tecnologici, generazionali e professionali.
Riparto con qualche certezza in più, ma soprattutto con nuovi stimoli per affrontare il futuro dell’ingegneria.”
Laura Martina Scapin
“Il mio primo Congresso mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone ed è stato pieno di emozioni.
Sono stati tre giorni intensi ricchi di spunti su comunicazione intergenerazionale, frontiere di genere ecc….
Fondamentale il confronto con i colleghi di tutta Italia e l’intesa con gli altri consiglieri delegati dell’Ordine di Vicenza.
L’ingegneria evolve e per noi la sfida è crescere, unendo competenze tecniche, ampia visione e costruzione di relazioni umane.”
Evelin Storato
“Anche il congresso è uno strumento, come la conoscenza scientifica, l’intelligenza artificiale e la stessa ingegneria. A fare la differenza è sempre il modo con cui scegliamo di utilizzarlo.
A Trieste è stato messo a disposizione uno strumento potente, accogliente, ricco, aperto e coraggioso.
Ora per usarlo, a tutti i livelli ordinistici, in tutti i contesti professionali, è bene chiedersi davanti ad ogni scelta perché e per chi la si sta facendo.”
Alberto Vicentin





